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I Fondatori
 
 
La filosofia natural-positivistica di MuSaBa nella gestione valorizzante delle risorse artistico ambientali: il sogno individuale di Nik Spatari e Hiske Maas per soddisfare aspetative umane e sociali.
 
L'isola di Hiske tra storia e progetto
Nel proseguo concettuale del recupero ambientale, al di là delle problematiche tecniche e disciplinari implicite nel restauro patrimoniale, emerge una crescente inter relazione gestionale storica, tra le componenti artistico ambientali da un lato, con l'architettura e l'archeologia dall'altro, di rara funzionalità tecnica ed economica. L'intera organizzazione della gestione Spatari-Maas mira al pieno soddisfacimento dei bisogni dell'uomo, sia nell'uso imprenditoriale turistico-culturale, educativo formativo, compatibile con lo sviluppo socio-economico collettivo, sia nell'esigenza di tutela ambientale e culturale del Parco Museo Laboratorio, sempre più funzionale e complessa.
 
Nik Spatari è pittore, scultore, architetto e artigiano: un'artista rinascimentale d'avanguardia. Negli anni '50-'60 la passione per la grande architettura e per l'arte, lo porta a Parigi, dove frequenta lo studio di Le Corbusier e dove conosce Jean Cocteau. Aveva studiato i creatori geniali degli affreschi pompeiani e degli ipogei etruschi. I suoi maestri del passato: Giotto, Masaccio, Leonardo, Michelangelo, El Greco, e tra i moderni: Klee, Kandinski, Nolde, Picasso, Dufy, Gaugin, Modigliani, Max Ernst. L'architettura, destinata a diventare prioritaria e polarizzante per gli interessi dell'artista, lo porta a seguire un progetto ambizioso: realizzare un laboratorio-scuola-museo nel Meridione d'Italia, in Calabria. Negli anni settanta insieme a Hiske Maas, un'artista manager olandese, iniziano a lavorare al loro progetto.
 
Hiske Maas è organizzatrice instancabile e anticonformista che da sempre riesce a convogliare verso mete concrete la creatività esuberante di Spatari. Dopo l'Accademia d'Arte ad Amsterdam, ha frequentato le accademie e università di Londra, Lausanne, Parigi, New York. Ha sfidato e affrontato per altri trent'anni la burocrazia italiana e le angherie locali per poter acquistare l'ex complesso monastico santa Barbara, l'ex stazione Calabro Lucana e, metro per metro, i terreni che oggi sono diventati Parco Giardini Mediterranei d'Arte.
 
Dopo una comune esperienza a Milano, dove avevano anche aperto e gestito una galleria d'arte 'Studio Hiske' in via Solferino nel cuore di Brera, cercavano nuove esperienze; erano rimasti catturati da un luogo stupendo (MuSaBa appunto).