<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Reperti Parco Archeologico
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  Parco Archeologico Paesistico

 


Quattordici reperti provenienti provenienti da scavi in località Santa Barbara e della valle del Torbido (1300-600 a.C.).
a) Amuleto (alto cm.12) con misteriosi segni aritmetici orientali ripreso nelle quattro facciate laterali (1300-800 a.C.)
b) Urna cineraria (alta cm.27) (circa 1000 a.C.)
c) Bicchiere fittile alto cm.10 (1300 a.C.)
d) Ciotole di cm.22 ( circa 800 a.C.)
e) Testina muliebre allungata (alta cm.7) (700-600 a.C.)
f) Pentolino e braccialetto di bronzo (diametro cm.13) (circa 800 a.C.)
g) Mezza gamba fittile (alta cm.16) (600 a.C.)
Questi reperti recuperati da un ispettore onorario alle dipendenze del Museo Archeologico di Reggio Calabria durante i lavori di installazione di un impianto idrico rurale nel 1972 sono stati da me fotografati prima di essere portati via. Il recupero avvenne nello stesso sito dello scavo avviato nel 1979 dalla Sovrintendenza archeologica [Cap 1.8].
Si evidenzia una marcata innovazione dovuta alla cultura ancestrale villanoviana, poi etrusca, in quabto detti reperti paiono simili a quelli esposti ai musei etruschi del Vaticano, di Villa Giulia, di Vibo Valentia e di Reggio Calabria.
Gli altri reperti recuperati nella valle del Torbido in zona S. Antonio e S. Stefano di Gioiosa Jonica li li ho fotografati negli anni '70 nella cascina dell'ispettore, sono: (h) Ciotola di cm.13 (700 a.C.), contenitore di profumi (i), (questi due reperti provengono dal periodo etrusco commerciale d'oriente di Pithekoussai (l) 775 a.C.). Rocchetti e pezzi di collana (j) (sono consimili a quelli presentati alla mostra etrusca veneziana del 2001), Scarpetta (k) risente la moda divulgatrice etrusca. Anche questo frammento dipinto (h) appartiene all'artigiano commerciale etrusco del periodo di Pithekoussai. Idoletto in Faïnce (m), si evidenzia una connotazione dell'oriente mesopotamico. Manico di specchi con capra, (n) e piedi d'uomo di Lokroi, influenza siculo-ausonia e etrusco-villanuviana.



 
  Nel sito archeologico protostorico Santa Barbara si trovano le vestigia di antichi villaggi commerciali in stretto rapporto con Locri Epizephiri, i resti della Villa Romana e il Tempio "Naniglio" a Gioiosa Jonica, a sud si trova il monte Scifo, già insediamento neolitico, mentre a nord domina l'antico castello svevo di Grotteria.  
 
Il progetto
Messa a punto ad attrezzatura di un sistema integrato di parco archeologico paesistico inteso come struttura didattico scientifica aperta alla fruizione e dotato di strutture di accoglienza e servizi atti alla ricezione e promozione culturale della rete dei parchi archeologici e paesistici della Calabria.
 
 
La creazione del parco archeologico-paesistico Santa Barbara come struttura culturale integrata, si basa sulla concomitanza di interventi ed azioni tese a connettere le questioni di tutela ambientale dell'area vincolata alle presenze architettoniche espresse dai resti dell'antico monastero Santa Barbara.
Negli anni '70 l'attività di scavi archeologici in località Santa Barbara hanno portato alla luce reperti di epoca pre-classica.


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