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| Il grafico panoramico del 1300-600 a.C. mostra le falde e gli strapiombi lambiti dal grande lago, scomparso tra il VI e il VII sec. L’altura dell’acrocoro era in effetti un’isola lambita da questo lago detto “Sagros” che si estendeva dalla rupe di Santa Barbara a quella di Mammola, rupi ancora oggi parzialmente a noi visibili. Nella panoramica osserviamo un ravvicinato scenario dell’altura ove è posto l’antica città dell’acropoli cinta da una grande muraglia e dal sottostante lago “Sagros” col piccolo molo e la ripida scalinata di accesso. Nella ricostruzione grafica dell’acropoli e della muraglia l’artista si è affidato alle tante vestigia e ai reperti emersi dall’interno del complesso e del resto dell’acrocoro.
La prima chiesa fu costruita tra il 300 e il 450, poco distante dal Tempietto pagano. Presentava tre nicchie a levante, i cui ruderi sono tuttora visibili, con un’entrata cui si accedeva dai pendii e dagli strapiombi ad ovest. Dalle macerie accumulatesi nei crolli secolari, rinvenne uno stupendo capitello angolare paleocristiano, una colonna da parete e vari altri reperti scolpiti . Allora, fu possibile per Nik fare un’attenta riconstruzione grafica del manufatto e il tutto risultò molto vicino allo stile della tipologia cristiana di Cappadocia. I capitelli a forma semi-circolare, che ornavano i quattro angoli (in rosso nella piantina), scolpiti in maniera incerta e libera, tra l’ordine romano-anatolese e commagene, risalgono al 400 d.C.. |
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