cenniIl Parco Archeologico

Paesaggistico Santa Barbara

Leggende fantastiche avvolgono la storia di questa remota Regione d’Italia, come i mostri omerici Scilla e Cariddi e il racconto Normanno della Fata Morgana. Una successione di genti e civilizzazioni (Villanoviani, Ausoni, Fenici, Greci, Romani, Svevi, Arabi e Aragonesi), fusi con gli originari abitanti italici, lasciò un’impronta artistica ed architettonica. L’isolamento geografico della Regione, interrotto solo con lo sviluppo di trasporto recente, ha preservato un ricco patrimonio culturale e archeologico fin dal periodo Neolitico.
Il promontorio Santa Barbara ospita i resti dell’antico complesso monastico certosino che testimonia con le sue mura una storia che risale al quarto secolo.Dal 1193 fino al 1514 gli abati cistercensi che erano subentrati ai certosini, vi erano padroni; ritornati nel 1300 i monaci di San Bruno chiesero all’Imperatore Carlo V la reintegrazione del feudo. I certosini rimasero a Santa Barbara fino all’abolizione della feudalità nel 1808.
Nel chiostro si trova l’antica terme di età romana imperiale (II/III sec d.C.) è sormontata da una volta a botte.

Cenni storici dell’ex complesso

monumentale Santa Barbara

Chiesa paleocristiana di Santa Barbara, 300-400 e 1600, poi Cappella annessa all’ex grangia di Santa Barbara.L’ex cappella-rudere conserva negli strati inferiori le vestigia di una precedente chiesa paleocristiana: una testimonianza tangibile ci è data da reperti archeologici trovati negli strapiombi ad ovest, tra le macerie dei crolli succedutisi nei secoli per scosse telluriche e calamità naturali. Analizziamo il panorama paesaggistico del comprensorio che in quel tempo era bagnato dalle acque di un grande lago, dopo scomparso. 
Infatti, l’altura dell’acrocoro era in un’isola lambita dal lago detto “Sagros” che si estendeva lungo una superficie di 3 Km di lunghezza e di una larghezza di 200-500 mt. di larghezza, partendo da una gola montuosa, ove su alte falde si elevava l’antica cittadella di Mammola con il suo tempio e il suo agglomerato di case fino a oltre il promontorio “isola di Santa Barbara” nella vicina zona di Grotteria, per poi scaricare le acque eccedenti verso la foce del Mediterraneo. Il lago finì con lo scomparire, tra il 500-600 d.C., sommerso da immani detriti montuosi sotto un catastrofico diluvio.